Gli Interpreti

CORO DEGLI ETRUSCHI | LISETTA LUCHINI | EUGENIO BARGAGLI | DODI MOSCATI | NARCISO PARIGI | CATERINA BUENO | ORCHESTRA A PLETTRO OTTOCENTO TOSCANO | DANIELA SORIA | LA TAZZA D'ARIANNA |

 

CORO DEGLI ETRUSCHI (Sito ufficiale)

Il primo motivo dell’aggregazione è stato quello di riproporre l’usanza del "maggio" – canto augurale di primavera - che ancor oggi si presenta con le sue molteplici facce, ma che in quegli anni rischiava di scomparire completamente. Il Coro è divenuto pertanto uno dei rari esempi del folclore canoro che si lega direttamente al filone della tradizione popolare, mantenendo viva l’autenticità del tessuto culturale del mondo contadino ed operaio di questa terra, dell’impegno civile e democratico della sua gente. Dopo aver compiuto una ricerca sulle espressioni musicali della maremma grossetana, pubblicata nel libro "Canti popolari in Maremma" (a cura di Corrado Barontini, Morbello Vergari, Finisio Manfucci), dal 1974 ripropone con i suoi spettacoli, un repertorio vasto di canti popolari, musica da ballo, poesie in vernacolo, mantenendo nella comunicazione il carattere tradizionale dei pezzi proposti.

Si tratta di serenate, rispetti d’amore, stornelli, canti d’osteria, canzoni a contenuto sociale, canti narrativi, rappresentazioni del calendario contadino. La riproposta canora si completa con alcuni brani innovativi composti nella seconda metà del ‘900, che rendono conto della forte radicalità della cultura tradizionale di questo territorio.

Fisarmonica, chitarra classica e violino insieme alla riproposta di strumenti antichi e desueti quali le nacchere, fanno da sfondo alla interpretazione dei pezzi musicali. Il gruppo che ha partecipato alle più importanti rassegne etnomusicali in Italia, Svizzera, Austria e a trasmissioni televisive, si compone attualmente di quindici elementi.


 

LISETTA LUCHINI (Sito ufficiale)

Lisetta Luchini è fiorentina di nascita ma campigiana (Campi Bisenzio, Firenze) di formazione (come Narciso Parigi e Carlo Monni); chitarrista, attrice, cantastorie, compositrice di musica, è oggi una fra le più applaudite interpreti del repertorio popolare toscano. Un patrimonio di canti, di musica, di teatro, di immenso valore culturale, che rischierebbe di andare perduto se non ci fossero interpreti come lei che da anni, senza concedersi un attimo di sosta, porta in giro per la Toscana e anche fuori regione quella tradizione antica che i media e la moderna industria musicale denigra o addirittura ignora.

Attiva dal 1990 come cantante di musica popolare toscana, ripropone nella versione autentica, tutto il repertorio anonimo e non, della sua terra, dalle canzoni narrative agli stornelli, dalle  serenate  alle storielle, dai canti sociali alle più belle canzoni d’autore dedicate alla Toscana.

Come studiosa e ricercatrice è fra i soci fondatori del Centro Studi Tradizioni Popolari Toscane insieme ad altri illustri storici e ricercatori; naturalmente fa parte del comitato di redazione della rivista"Toscana Folk", periodico del Centro,  di cui cura la parte musicale. Le fonti del suo repertorio sono le grandi raccolte del passato, dall’800 in poi, i lavori di ricerca egregiamente svolti da colleghi negli anni 60/70, l’apporto prezioso di studiosi, ricercatori ed etnomusicologi. Lei stessa continua nella ricerca sul campo, essendo in contatto con la maggior parte delle realtà di tradizione orale della regione: poeti in ottava rima, cori di maggianti, archivi, centri studi delle tradizioni popolari.

Suo intento principale, come ripropositrice, è quello di estendere alle nuove generazioni, il patrimonio di bellezze musicali e poetiche della Toscana, impostando gli spettacoli in modo “teatrale” cioè discorsivo e brillante e  non apparentemente didattico affinché, in qualche modo, se ne conservi la memoria.

Aggiungiamo che al suo attivo c’è anche un’ impegnativa carriera teatrale come attrice protagonista. La sua formazione risale agli anni 80, attingendo più che da veri e propri metodi, dalla diretta esperienza in gruppi giovanili e realtà artistiche varie che le hanno permesso di assimilare tecniche e prassi eterogenee, dallo “sperimentale” al teatro di strada, dai “classici” al vernacolo e al teatro musicale.